Angelo Rizzo - Regista
Era il 1965 e ricordo l’emozione che provavo ogni volta che salivo la piccola scala che mi portava nella piccola sala di proiezione di quel piccolo paese nel cuore della Sicilia...
Il mondo per me cominciava a vivere solo lì, quando si spegnevano le luci e le storie prendevano vita attraverso le immagini… tutto il resto era finzione; le persone nella sala con il loro vociferare e le loro risate non esistevano, mio padre che mi cercava per il paese non esisteva, le regole non esistevano.
Esisteva solo quella magia.
Stai pensando al bambino del famoso lungometraggio “nuovo cinema paradiso”? Beh se così fosse hai ragione perché io ho avuto la fortuna di vivere esattamente come quel bambino dentro la realtà delle immagini fuori dalla finzione della vita.
A 12 anni vendevo gelati e bibite durante gli spettacoli nei cinema… un lavoro stupendo. Potevo vedere quattro o cinque volte lo stesso film e mi pagavano anche! Con i miei mezzi e le mie forze ho iniziato a vivere il cinema e le immagini come lavoro, non era come vendere gelati e spesso non guadagnavo quanto spendevo per realizzare i miei lavori ma non mi sono mai fermato perché per me tutte le difficoltà e gli ostacoli della vita erano, come erano sempre stati, solo finzione...
Quello che segue ti dimostrerà che le mie non sono solo parole. Ho realizzato centinaia di documentari e reportages, tre lungometraggi, spot e video clip.
Ho incontrato politici potenti, ho vissuto al fianco di artisti famosi e con la stessa naturalezza ho strisciato 40 metri sotto terra nelle catacombe clandestine di Parigi, ho respirato l’odore della pazzia e della guerra seguendo le azioni militari e di saccheggio di Arkan nella ex Jugoslavia, ho lavorato per due anni nella raccolta meticolosa di materiale inedito che mi ha permesso di realizzare la mia ultima opera… un documentario e un film con prove inconfutabili della connessione degli USA con il terrorismo…
In una recensione un giornalista del Corriere della Sera, a proposito di questo ultimo lavoro, mi ha definito il Michael Moore italiano. Non so ancora se pensare a ciò come un complimento o come un’offesa, non conosco questo signore di persona e non mi interressa conoscerlo.
Un piccolo uomo che per molti versi ha cambiato la storia del mondo, sicuramente quella del suo paese, disse “la differenza tra ciò che facciamo e ciò che saremmo in grado di fare sarebbe sufficiente a risolvere la maggior parte dei problemi del mondo”… caro visitatore non ti dirò a chi si riferisce questa affermazione, se ti sembra una buona cosa scopri da solo chi ha pronunciato queste parole e se ti va ma soprattutto ci credi… falle tue.
Angelo Rizzo